le Opere del Maestro Giancarlo Micheli per la Mostra “Il Tributo” a favore di #MiR@bilys – Acquistale !

Il Crowdfunding è la forma contemporanea di partecipazione spontanea per sostenere la realizzazione di un Bene o di un Interesse collettivo, così come nel Medio Evo il “Tributo” serviva a promuovere la Rinascita sociale, economica e spirituale: ad esempio, la spinta popolare per la costruzione delle grandi “Cattedrali Gotiche” o la Rinascita del Territorio come rappresentato nell’affresco “Gli effetti del Buon Governo”, opera del Lorenzetti esposta a Siena.


Con questo spirito, il Maestro Giancarlo Micheli ha deciso di mettere a disposizione del Progetto #MiR@bilys n.8 opere grafiche e pittoriche che reinterpretano e attualizzano in Roma i significati espressi nell’affresco “Il Pagamento del Tributo” riferito al tema delle “Opere di Misericordia” dipinto nel 1425 dal Masaccio nella Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine a Firenze.

Le 8 rappresentazioni artistiche esprimono l’interpretazione personale dell’Autore del tema messianico della “Misericordia“; Micheli, ispirandosi artisticamente al Caravaggio, ambienta il suo racconto in scorci della Roma della sua infanzia.

Le Opere originali saranno oggetto di una Mostra che accompagnerà le iniziative del Piano di Sviluppo per il #MadeinRome.

Con un contributo di almeno € 150,00 puoi sostenere #MiR@bilys e ricevere una riproduzione in stampa ad alta risoluzione di una delle 8 Opere del Maestro Giancarlo Micheli, a scelta:
– su Tela da 350 gr nel formato di cm 36×47
oppure
– 
su Carta Acquarello “Art Rough” da 320 gr. nel formato di cm 33×48

L’intera cartella completa delle 8 Opere può essere richiesta (in uno dei due formati e materiali) con un contributo minimo di € 1.000,00

Ogni tavola è numerata e autografata in originale dall’Autore.

Per maggiori info e richiedere le Opere scrivere a: sharing@mirabilys.roma-artigiana.it

L’acquisto delle Opere è fatturabile ed è soggetto ad IVA.


Breve Biografia Artistica del Maestro Giancarlo Micheli

Giancarlo Micheli, nasce a Roma il 15 Aprile 1940 nel centralissimo Rione Parione, osserva e descrive da due diversi punti di vista la propria realtà, dal punto di vista del pittore e dal punto di vista dell’architetto. In effetti possiede ambedue le visuali confermate dal suo percorso formativo scolastico, essendosi diplomato presso il liceo artistico di via di Ripetta e laureato in Architettura a Roma.

Nella sua attività, vissuta convintamente nel rigore dell’impegno sociale e politico ha coerentemente interpretato il compito dell’ “intellettuale organico”, utilizzando il disegno come strumento base per far esprimere contemporaneamente sia il pittore che l’architetto.

Non è facile orientarsi nella sua opera per noi perché, secondo la visione separata delle arti a cui siamo avvezzi, viviamo come diverse le due espressioni che lui contemporaneamente adotta, ma al contempo restiamo affascinati dal suo tratto artistico, dalla bellezza e dalla leggerezza della sua rappresentazione.

Molto del suo disegno è espresso “all’antica” con colori ambrati di tono su tono, dove prevale il paesaggio urbano o del territorio contrappuntato di architetture e animato da personaggi tratti dal mito e dalla storia, calati in scene piene di immaginazione.

La altissima bravura nel disegnare, Giancarlo la impiega  nella ricerca di una costante armonica con cui descrivere  paesaggi e architetture e la sostiene al contempo con una robusta struttura culturale, che s’è costruito attraverso lo studio approfondito e la costante rilettura di autori classici e moderni, ma soprattutto con la ricerca e la sperimentazione, fatta sempre a proprie spese nella solitudine del suo studio, dove biblioteca e opere convivono con lui.

La lunga ricerca di Giancarlo è infine approdata alla pittura. Infatti, due delle Opere che fanno parte del ciclo del “Il Tributo” sono dipinte su tavole preparate a biacca da sé stesso all’antica. Sono due quadri dove la luce e l’aria esistono, sono reali e fanno parte del paesaggio e della storia che vi si svolge.

Aveva ragione Vincenzo Romano Salvia che vedendo i suoi disegni esclamò: “magari dipingesse come disegna”.


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